La mia esperienza con l’Asti docg: la nascita di “Bollicine news”

La mia esperienza con l’Asti docg: la nascita di “Bollicine news”

9 Ottobre 2025 2 Di Sabrina Mossetto
Tempo di lettura: 3 minuti

Certe telefonate arrivano all’improvviso, ma aprono porte su progetti belli e inattesi. Tempo fa, mi chiama Sergio Miravalle – giornalista e parte del gruppo di comunicazione creato dal Consorzio dell’Asti docg per sviluppare una nuova campagna redazionale. Mi racconta che stanno lavorando a un progetto pubblicitario dedicato alle testate giornalistiche del Basso Piemonte, e mi propone di occuparmene.
L’obiettivo? Raccontare l’Asti docg in modo diverso, con una formula che unisse la forza del giornalismo locale alla curiosità dei lettori più affezionati.

Un redazionale travestito da giornale

L’idea era tanto semplice quanto brillante: costruire un redazionale impaginato come un vero giornale, con una testata tutta sua – “Bollicine News” – e diversi articoli dedicati al mondo dell’Asti DOCG.
Non una classica pubblicità, ma un racconto editoriale capace di incuriosire tre tipi di lettori:

  • chi già conosceva e amava l’Asti docg,
  • chi lo aveva sentito nominare ma non lo aveva mai acquistato,
  • e chi non lo aveva mai visto nemmeno sullo scaffale.

Volevamo che chi apriva il giornale non trovasse uno slogan, ma una piccola rivista dentro la rivista: una pagina non solo da leggere, ma da conservare.

Bollicine: nome, identità, tono

Il nome “Bollicine” era stato scelto dal team del Consorzio dell’Asti docg, e rappresentava già di per sé un piccolo manifesto di leggerezza, festa e allegria.
Io mi sono occupata della grafica e dell’impostazione visiva, cominciando proprio dalla testata – che definirei “spumeggiante” – inserendo elementi grafici che richiamassero le bollicine: piccoli cerchi, effetti luminosi e accenti dorati, per dare movimento e freschezza alla pagina.

Il progetto editoriale

“Bollicine news” era pensato per uscire come pagina redazionale all’interno di alcune testate locali del Basso Piemonte.

L’impaginazione, ispirata al mondo dei quotidiani, alternava titoli ariosi, box di approfondimento e fotografie del territorio piemontese, mantenendo però un tono elegante e contemporaneo.
Ho voluto che ogni pagina trasmettesse la sensazione di freschezza e movimento, proprio come un calice di Asti appena versato.

Il risultato è stato un redazionale che univa leggerezza e artigianalità, un piccolo giornale da leggere ma anche da guardare, capace di trasformare una campagna pubblicitaria in un’esperienza visiva e narrativa.

L’obiettivo del Consorzio era chiaro: avvicinare il pubblico locale al prodotto, comunicando il valore di un’eccellenza italiana in modo autentico, vicino, comprensibile.

Il mio ruolo nel progetto

Con un gruppo di giornalisti – tra cui Sergio Miravalle, Filippo Larganà, il fotografo Vittorio Ubertone – e il team del Consorzio, abbiamo lavorato fianco a fianco per dare vita a questo progetto.
Io mi sono occupata della grafica, curando l’impaginazione che ricordava le pagine di un quotidiano, con titoli, box di approfondimento, rubriche e fotografie del territorio piemontese.

Il linguaggio era giornalistico ma coinvolgente: racconti di cantine, interviste ai produttori, curiosità sul Moscato, aneddoti di chi l’Asti lo vive ogni giorno.
Un modo per trasformare una campagna promozionale in un’esperienza di lettura.

In un momento in cui la pubblicità è sempre più veloce e digitale, “Bollicine News” è stata una piccola pausa di carta: un ritorno al piacere di leggere, di conoscere, di approfondire.
Un modo per raccontare un prodotto iconico attraverso il linguaggio del giornalismo locale, con il tono familiare e sincero che solo una testata del territorio sa avere.

Per me è stato un progetto stimolante e raffinato: una sfida creativa che ha unito tradizione e innovazione, radici e racconto.
E una conferma di quanto la comunicazione, quando è fatta bene, possa creare legami veri tra brand, territorio e persone.


Oggi, ripensando a quel lavoro, mi resta la sensazione di aver partecipato a qualcosa di genuino e utile: una pubblicità che non sembrava pubblicità, ma una finestra aperta su un mondo di cultura, gusto e passione.